Progetto “Sostegno allo studio Fiorella Ghilardotti”

Il progetto, ispirandosi alla Costituzione italiana (art.34), ha come suo obiettivo quello di favorire l’integrazione di ragazze straniere “capaci e meritevoli” e di sostenerne i pari diritti nell’accesso all’istruzione.
Il progetto si rivolge a ragazze figlie di immigrati che sono in condizioni economicamente disagiate e le accompagna nei primi tre anni della scuola superiore.

L’ Associazione:

FORNISCE UN CONTRIBUTO per l’acquisto dei libri di testo, le attività culturali integrative, per i viaggi di istruzione e altre spese richieste dalla frequenza alla scuola;

GARANTISCE LA PRESENZA DI UNA TUTOR per ogni ragazza
che assicura sostegno nello studio curricolare e collaborazione con gli insegnanti del Consiglio di Classe e con la famiglia;

OFFRE ATTIVITA’ CULTURALI che consentano alle ragazze di scoprire la città in cui vivono, di sviluppare la conoscenza reciproca, di ricevere stimoli per la scoperta di risorse, potenzialità e talenti.

La scelta che abbiamo fatto

Tra le numerose tematiche a cui Fiorella aveva rivolto un’attenzione particolare c’era quella dei minori immigrati: la loro accoglienza, la scolarizzazione, il riconoscimento delle loro capacità e del loro positivo inserimento nella società italiana.

L’Associazione ha scelto di impegnarsi su questi temi e abbiamo deciso di realizzare il Progetto Sostegno allo studio. Con questo progetto vogliamo aiutare adolescenti straniere “capaci e meritevoli”, provenienti da famiglie economicamente disagiate, a seguire l’orientamento scolastico suggerito dagli insegnanti della scuola superiore di primo grado (scuola media) e accompagnarle nei primi tre anni della scuola superiore di secondo grado (scuola superiore). Se le insegnanti sanno che possono contare sul sostegno dell’Associazione danno consigli
orientativi “alti” verso scuole superiori impegnative e per noi e per le ragazze questa è una bella sfida vincere.

Volevamo individuare una pratica che potesse diventare un modello da proporre e utilizzare in situazioni simili. L’esperienza di questi anni ci ha aiutato a migliorare le modalità del nostro lavoro.

Una delle scelte fatte, proprio basandoci sull’esperienza, è stata quella di rivolgerci via via solo a ragazze. Nei primi anni abbiamo seguito anche tre ragazzi, ma poi abbiamo deciso di fare una scelta precisa perché sono le ragazze ad essere più spesso penalizzate all’interno delle famiglie, quando si tratta di decidere chi “far studiare”. Non sempre si dà loro sufficiente fiducia, si tende a scegliere per loro percorsi scolastici più facili e con un chiaro e veloce sbocco professionale. Con il nostro Progetto vogliamo comunicare a una ragazza che sta seguendo un percorso scolastico positivo, che lei ha diritto di continuare a studiare a un livello adeguato alle sue capacità. Ce lo dice la Costituzione e questo è il nostro obiettivo. Vogliamo aumentare la diversificazione delle carriere scolastiche delle ragazze straniere, ampliando la loro possibilità di scelta di scuole superiori impegnative. Questo è possibile con un gruppo di tutor che le sostiene e dà loro fiducia e con un supporto economico che alleggerisce il peso del costo scolastico per le famiglie.

Un’altra decisione che abbiamo preso è stata quella di farci aiutare da mediatrici linguistico-culturali. Spesso abbiamo incontrato difficoltà nella comunicazione con i genitori (soprattutto con i genitori cinesi): vi sono stati rischi di incomprensione. La presenza di una mediatrice cinese, che ha compreso e condiviso lo spirito dell’Associazione, è stata fondamentale per il successo delle nostre ragazze e anche per le tutor che hanno imparato tantissimo, soprattutto a livello culturale. Abbiamo anche avuto l’aiuto di una mediatrice filippina. La presenza di queste persone che sanno come porre in relazione culture e diversi metodi educativi, ha facilitato attività specifiche con le studentesse e colloqui approfonditi con le famiglie.
Dopo più di dieci anni di “lavoro sul campo”, dopo quasi cinquanta ragazze seguite nel loro percorso scolastico, possiamo dire che questa sfida ha funzionato e che il nostro Progetto può essere considerato una “buona pratica” da proporre, con i dovuti adattamenti, in altre situazioni.
Lo dimostrano i risultati scolastici, spesso ottimi, e la crescita di fiducia in sé stesse che abbiamo visto in molte delle nostre studentesse. Pensiamo che si possa davvero parlare di una buona pratica di empowerment (realizzato).

Perché un sostegno allo studio

Le ragazze e i ragazzi stranieri hanno varie provenienze e varie sono anche le loro storie. Possiamo distinguere tre diversi percorsi che segnano identità, progetti e condizioni di vita. Molti sono nati in Italia o sono giunti qui molto piccoli. Altri sono i minori, ormai adolescenti, giunti da noi soli senza genitori e famigliari. Vi sono poi quelli arrivati in Italia per ricongiungersi a un genitore o alla famiglia già immigrata.

Perché questi percorsi di riuscita avvengano in modo positivo bisogna che la scuola e il contesto sociale in generale propongano modalità e anche risorse in grado di dare una risposta efficace a bisogni specifici.

La scuola italiana si sta attrezzando pur tra mille difficoltà, soprattutto economiche, anche con proposte interessanti, ma le situazioni sono molto disomogenee e la realtà più problematica in questo momento è proprio quella delle scuole superiori.

Il “Progetto Sostegno allo studio” conosce bene queste situazioni, è presente con le sue possibilità, e collabora con la scuola per seguire alcune ragazze straniere “capaci e meritevoli”. Accanto a un aiuto economico, necessario per le famiglie in difficoltà che vogliono investire sul futuro dei loro figli, offriamo la presenza di una tutor che si affianca alla studentessa e alla sua famiglia per sostenerli nei rapporti con l’istituzione scolastica e per proporre, al bisogno, anche un sostegno didattico.

Alcuni dati che si trovano nel 24° Rapporto sulle migrazioni ISMU 2018 ci aiutano a capire il contesto in cui lavoriamo. Gli alunni CNI (con cittadinanza non italiana) in Italia sono 826.000 – pari al 9,4% degli alunni totali. La provincia di Milano si trova al primo posto per il numero di alunni CNI presenti sul territorio (85.000) e il Comune di Milano è al secondo posto (dopo Roma) con 38.000 alunni stranieri (19, 5% filippini). Il nostro Progetto si realizza quindi in un territorio in cui la presenza di studenti stranieri è particolarmente elevata. Il sostegno che noi diamo durante il loro percorso scolastico rappresenta una preziosa opportunità.

Gli alunni CNI stanno entrando in numero sempre maggiore nelle scuole superiori. Sappiamo che la scelta di quale scuola superiore frequentare è un momento fondamentale della vita di ogni adolescente poiché influenza tutti i passi successivi, la possibile continuazione degli studi e i tempi e la qualità dell’entrata nel mondo del lavoro. La maggior parte di loro si indirizza verso percorsi scolastici orientati a un inserimento lavorativo il più rapido possibile perché la scelta viene spesso compiuta indipendentemente dai risultati scolastici ottenuti.
Spesso il consiglio orientativo dato dagli insegnanti mostra differenze molto significative tra gli alunni con cittadinanza italiana e gli alunni con cittadinanza non italiana, anche a parità di voto d’esame. è chiaro uno schiacciamento verso il basso dei consigli orientativi proposti agli studenti stranieri. Il sostegno che noi diamo nella scelta di una scuola superiore impegnativa è di nuovo un aiuto importante.

Per le ragazze e i ragazzi stranieri, soprattutto quelli di recente immigrazione, frequentare una scuola superiore impegnativa è una sfida complessa e segnata spesso da momenti di difficoltà e scoraggiamento dovuti a cause non previste: non avere sufficiente padronanza della nuova lingua necessaria per lo studio delle diverse discipline, per esempio, può spesso provocare frustrazioni che causano perdita di interesse e motivazione allo studio anche in studenti che provengono da buoni percorsi scolastici nel loro paese d’origine o nella scuola media italiana. Le esperienze scolastiche fatte nei paesi di origine sono spesso molto diverse da quelle della nostra scuola e i genitori sono difficilmente in grado di aiutarli. Le ragioni sono varie: linguistiche, sociali, economiche, culturali.

Queste difficoltà incidono sulla riuscita scolastica. Molti abbandonano gli studi, in percentuale molto maggiore degli alunni italiani: nelle superiori la percentuale di alunni stranieri che ha lasciato la scuola è dell’11,6% contro il 3,8% degli italiani. Un altro preoccupante indicatore è il ritardo scolastico, molto elevato perché comprende coloro che, nati all’estero, sono stati inseriti in classi inferiori alla propria età anagrafica al momento dell’ingresso nella scuola italiana. Nella scuola superiore gli alunni italiani con ritardo scolastico sono il 20,6%, gli alunni stranieri il 59,1% (Rapporto ISMU 2018). Il sostegno che noi diamo favorisce il successo scolastico delle ragazze e contribuisce a ridurre gli abbandoni. La maggior parte delle ragazze viene promossa a giugno, anche con ottimi voti. Ci sono state pochissime ripetenze, le più grandi hanno avuto buone valutazioni alla maturità e, come Associazione, abbiamo già festeggiato le prime lauree.

Chi sono le adolescenti straniere seguite dall’Associazione

Dal 2007 a oggi abbiamo seguito 47 progetti individuali di sostegno allo studio.
Ogni anno seguiamo nello studio 12 ragazze.
Delle 47 borsiste 9 sono nate in Italia, 17 sono arrivate negli ultimi anni delle elementari o nelle prime classi delle medie, 21 in terza media.

Dalla scuola media alla scuola superiore

Per capire come hanno vissuto il loro percorso scolastico, abbiamo chiesto alle ragazze di indicare le “parole-chiave” che più richiamano la loro esperienza della scuola media e della scuola superiore.

Ecco quali parole hanno indicato.

La differenza che le ragazze indicano tra i due ordini di scuola è chiarissima.
La scuola media viene vista da tutti come facile e amica pur richiedendo coraggio e spirito di adattamento. La scuola superiore richiede un impegno faticoso e l’aiuto degli insegnanti è meno presente: in quest’ordine di scuola spesso gli insegnanti sono frettolosi nel giudicare, registrano le prestazioni dei singoli allievi e non colgono il continuum che produce il cambiamento per cui, dopo poche lezioni, già danno giudizi definitivi come “non sei portato a questo tipo di scuola”.

Questa profonda differenza rende evidente come un sostegno in questo passaggio sia davvero importante. Nel nostro lavoro di tutoraggio abbiamo collaborato con docenti preparati, attenti, disponibili. è stato utile lo scambio di informazioni sui problemi delle diverse materie, sul comportamento e sull’andamento scolastico in generale. Le scuole hanno apprezzato e apprezzano la nostra iniziativa. Positivo è stato anche il rapporto con le insegnanti delle scuole medie, che vorrebbero seguire il cammino dei loro studenti alle superiori e sono riconoscenti
del feedback che diamo loro. Bisogna però riconoscere che non sempre è stato semplice trovare una modalità adatta per la collaborazione con i diversi ordini di scuole anche perché i dirigenti e i docenti sono sempre più oberati dagli impegni.
Nelle scuole medie è stato impegnativo individuare con gli insegnanti quali ragazze sostenere, perché i criteri di valutazione degli studenti in uscita dalla scuola media sono spesso molto diversi da quelli richiesti dai docenti delle scuole superiori. Nelle medie, infatti, oltre ai risultati nelle varie materie, si valuta come molto importante il percorso di apprendimento fatto dall’arrivo a scuola, l’impegno, la capacità di rapportarsi a coetanei e adulti. Nelle superiori si misura subito la capacità di studio e il risultato nelle singole discipline e, anche se sono o dovrebbero essere presenti le altre preoccupazioni, non sempre c’è la consapevolezza della difficoltà di questo passaggio che rappresenta un vero shock culturale per tutti gli adolescenti e, in particolare, per ragazze straniere.
Come capire allora a quale scuola orientare? è un momento di grande responsabilità per i ragazzi, per le famiglie e per la scuola (e non solo per gli studenti stranieri).
Un importante obiettivo del nostro progetto è, come abbiamo detto, quello di aumentare la diversificazione delle carriere scolastiche delle ragazze straniere, ampliando la loro possibilità di scelta di scuole superiori anche più impegnative.
La strada a sostegno di una integrazione sociale ampia e positiva, è un vero percorso di cittadinanza. La crescita di una ragazza è un’avventura straordinaria. La scuola non dovrebbe mai dimenticare che questa è una età di profondi cambiamenti; anche chi parte svantaggiato, se viene sollecitato e motivato, può acquisire consapevolezza dell’importanza dello studio. Ragazze in crescita – se non si azzerano le loro aspettative, umiliandole ed escludendole – possono cambiare atteggiamento nei confronti della scuola, trasformando l’estraneità in partecipazione.

Le tappe del Progetto

Per realizzare il nostro Progetto abbiamo messo a punto un protocollo che prevede una reale collaborazione con le scuole medie e con le scuole superiori.

Un documento che presenta il Progetto e che indica i criteri per la partecipazione viene inviato ai Dirigenti Scolastici e ai Consigli di Classe di alcune terze medie delle zone Nord-Est di Milano con cui abbiamo deciso di collaborare. Si invia anche lo schema che evidenzia le voci da indicare nella relazione sugli studenti che meritano di essere aiutati dalla nostra Associazione.

I docenti preparano le relazioni (alle quali deve essere allegata la certificazione ISEE). Le relazioni vengono considerate con attenzione da parte delle tutor che stilano una graduatoria da cui vengono scelte le candidate. Spesso si prende contatto con gli insegnanti per capire meglio, per chiedere chiarimenti. Alle ragazze che faranno il percorso di Sostegno allo studio con noi viene mandata una lettera di benvenuto.
Entro metà settembre organizziamo un incontro di conoscenza tra tutte le ragazze, i loro genitori e le tutor che così iniziano a conoscere le studentesse che seguiranno per i primi tre anni delle scuole superiori.
L’inizio della Scuola superiore è un momento particolarmente delicato per le ragazze che devono affrontare una situazione del tutto nuova e molto impegnativa. In questa occasione viene consegnata la prima rata del sostegno finanziario che servirà per comperare i libri di testo, per pagare l’abbonamento ai mezzi di trasporto. è necessaria la presenza dei genitori perché sono loro che possono firmare l’assegno (le ragazze sono minorenni). Le altre rate vengono consegnate, con le stesse modalità (incontro genitori, ragazze e tutor) dopo i risultati del 1° quadrimestre e ad aprile.

Ai primi di ottobre viene inviata una lettera di presentazione dell’Associazione ai dirigenti scolastici e ai docenti referenti degli studenti stranieri delle scuole superiori in cui sono iscritte le ragazze, per segnalare i nomi delle studentesse che verranno seguite dall’Associazione e per informarli che la tutor si presenterà al coordinatore di classe e le seguirà durante l’anno scolastico.

Al termine dell’anno scolastico viene mandata una breve informazione anche ai docenti della scuola media di provenienza per comunicare il risultato dei loro ex-studenti.

Fra i tanti problemi che le tutor si sono trovate via via ad affrontare ne è emerso di recente anche uno di tipo comunicativo (nel senso più stretto del termine): se all’inizio riusciva facile e immediato comunicare con le ragazze con una semplice telefonata o al massimo con una mail, il contatto si sta rivelando più difficile ed elusivo con le ultime arrivate, assai più ‘tecno-sapienti’. Loro utilizzano soprattutto Facebook e Twitter, i loro smartphone che per noi squillano spesso a vuoto (i numeri cambiano con una certa frequenza) e la mail è considerata uno strumento quasi obsoleto.
Che fare? Entrare nel gioco? Creare gruppi WhatsApp? Certamente lo facciamo, e al momento è diventato lo strumento più utilizzato per le nostre comunicazioni con loro. Anche questo è crescere e scoprire, insieme con le nostre giovani studentesse.

Le attività culturali

Periodicamente – in genere una volta al mese, il sabato – ci troviamo con le ragazze per passare un pomeriggio insieme. Si va al cinema, a teatro, visitiamo mostre o musei particolarmente interessanti, esploriamo aspetti della città poco noti. Siamo andate a un concerto di musica classica, abbiamo visitato lo stadio di S. Siro… Queste iniziative vogliono anche sviluppare la coesione e il senso di appartenenza di un gruppo in cui sono presenti lingue, cultura e tradizioni diverse e la varietà di esperienze culturali proposte dà alle ragazze motivazioni per scoprire in sè stesse risorse, potenzialità e talenti inespressi.
Queste uscite sono molto apprezzate dalle ragazze perché molto difficilmente dispongono di proposte culturali di questo tipo. Anche in questo modo, si inseriscono nella vita della città e sono spinte ad essere curiose e allargare la loro conoscenza di Milano, luogo di cui un giorno forse speriamo diventino cittadine. Nel nostro sito associazionefiorella.eu si trova l’elenco completo delle iniziative realizzate.

Come far osservare e conoscere meglio Milano? Abbiamo proposto di girare per la città per scattare fotografie da inviare a un concorso organizzato dall’Associazione. Ecco i temi proposti: il primo anno “I tram di Milano”, il secondo anno “Milano e il verde”. Le ragazze hanno inviato foto davvero interessanti, con inquadrature che interpretavano il tema dato in modo originale. Si chiedeva anche di assegnare un titolo a ogni fotografia, titoli che hanno spesso dato una nuova chiave di lettura dell’immagine. Le foto da premiare sono state scelte da una piccola giuria (due tutor e una fotografa professionista) e la festa finale è stata molto apprezzata.

Per favorire uno scambio e una conoscenza più approfondita tra le ragazze abbiamo proposto un ciclo di incontri con una psicologa esperta in relazioni multiculturali. Più volte si sono incontrate per raccontare la propria esperienza di migrazione, i punti di forza e le difficoltà del percorso intrapreso. Ascoltare le storie di tutte ha creato amicizia e momenti di importante riflessione sulla propria esperienza.

Le parole di Marina, tutor dell’associazione

E’ noto che l’Associazione Fiorella Ghilardotti si avvale di un gruppo di tutor che sostengono in vari modi il percorso scolastico e di vita di un gruppo di ragazze straniere in età adolescenziale per prepararle ad inserirsi meglio nella scuola e nella vita sociale.
Si tratta di un’esperienza di certo limitata ma importante per la somma di azioni che comporta: educativa, di mentoring, spesso di supporto alle famiglie anche economico.

Cerchiamo di essere loro vicine con proposte varie che vanno dall’offerta di supporto disciplinare all’organizzazione di eventi culturali che contribuiscano a fare gruppo e a far conoscere luoghi della città che spesso vengono da loro ignorati, partecipazione a spettacoli teatrali e gite e non ultimo incontri con psicologhe professioniste.

Il nostro intervento è caratterizzato dalla messa in campo di molte competenze diversificate che mirano tutte ad un inserimento sociale efficace delle giovani donne di cui ci occupiamo.
Il nostro intervento che definiamo “con mano leggera” per citare il titolo della nostra precedente pubblicazione, riscontra accoglienza positiva da parte delle ragazze, che rispondono, talvolta con difficoltà certo, ai nostri stimoli ma per lo più seguono le nostre iniziative.
Molte ci seguono anche dopo il compimento degli studi e rimangono legate alle loro tutor.
Fare la tutor è interessante e gratificante, le ragazze ci rimandano gratitudine e amicizia; vorrei citare il caso di B. che mi segue e mi comunica i suoi successi o insuccessi scolastici, ma ce ne sono altre provenienti da contesti familiari molto complessi che talvolta si sono allontanate per approcciare il mondo del lavoro non appena raggiunta la maggiore età.

In sintesi la nostra azione vuole incidere sulla formazione scolastica ma ha anche l’ambizione di contribuire alla creazione di una cittadinanza consapevole e un’appartenenza nazionale ed Europea.
Vorrei citare a tale proposito una ricerca condotta in Finlandia che ci dice che solo il 4% dei giovani autoctoni rimane disoccupato dopo gli studi superiori mentre la percentuale corrispondente di giovani migranti sale al 25%, il che evidenzia una marcata diseguaglianza.
“Migrant Youth Helsinky” ha costruito un progetto quinquennale che si propone di migliorare le condizioni dei giovani migranti negli ambiti del sostentamento, dell’istruzione e dell’ambiente sociale, coinvolgendo esperti che vanno da docenti a designers che affrontino anche le problematiche abitative e di vissuto nella città.
Il focus è costituito dalle sfide di vita dei giovani migranti: mancanza di supporto per i loro genitori, mancanza di rappresentazione nei dibattiti pubblici, assenza di opportunità lavorative e di sostegno allo studio, condizioni di scarsa incisività nel tessuto sociale.
Quindi la messa a punto di varie azioni che possano incidere in queste aree critiche.
La Finlandia è l’esempio di un paese Europeo che ha affrontato le problematiche con cui anche noi, nel nostro piccolo, ci troviamo ad interagire giornalmente.

Leggendo questo progetto ho riconosciuto alcune delle tematiche con cui la nostra Associazione opera ed agisce e ho compreso come sia importante che nascano iniziative sempre più capillari per affrontare sul campo il problema dell’integrazione dei giovani migranti.